AREE DI SOSPENSIONE

Areas of Suspension

Project Statement

Aree di sospensione nasce da una condizione di eccessiva pienezza.

La ricerca prende origine dall’esperienza personale dell’artista, da una quotidianità attraversata dalla pratica artistica, dall’insegnamento e dalla maternità: una vita densa di responsabilità, relazioni e sollecitazioni continue. A questa dimensione privata si sovrappone una condizione ormai collettiva: l’iperstimolazione visiva e mediatica, la connessione permanente, il flusso incessante di immagini e informazioni, l’abitudine a occupare ogni intervallo e ogni attesa.

Torlone sceglie però di non restituire sulla tela la stessa saturazione che sperimenta nel reale. Compie il movimento opposto.

La materia, elemento ricorrente nella sua ricerca, si concentra, si stratifica e costruisce margini; il colore si riduce e il bianco acquista spazio. All’interno di queste superfici dense si aprono zone più lisce e silenziose, lagune, campi sospesi nei quali lo sguardo può sostare.

Il vuoto non coincide con l’assenza. È uno spazio conquistato.

Le Aree di sospensione sono interruzioni intenzionali del troppo pieno: luoghi visivi nei quali rallentare, sottrarsi temporaneamente alla continua richiesta di attenzione e recuperare una dimensione contemplativa.

L’esigenza inizialmente autobiografica diventa così una proposta rivolta allo spettatore. L’artista ricerca per sé quello spazio silente e, contemporaneamente, lo offre: un luogo nel quale, per un momento, non viene richiesto nulla.

L’opera non rappresenta il caos che l’ha generata. Costruisce il suo contrario.