TERRE E MOTI
Earth and Movements
2013–2018
Project Statement
«Esistono paesaggi che non appartengono a nessun luogo, eppure custodiscono qualcosa di profondamente vissuto.»
Terre e moti è una ricerca pittorica sviluppata tra il 2013 e il 2018, nella quale il paesaggio si allontana progressivamente dalla rappresentazione del reale per diventare espressione di una geografia interiore.
Terre immaginarie, orizzonti indefiniti e atmosfere in trasformazione prendono forma attraverso il colore, il gesto e la materia. Le superfici si stratificano, si increspano, si aprono in profondità inattese, evocando territori sospesi tra riconoscibilità e astrazione.
La ricerca si colloca idealmente tra la sensibilità romantica del paesaggio, evocata dalle atmosfere luminose e mutevoli di William Turner, e la libertà espressiva della pittura informale. Il paesaggio non è più soltanto un soggetto da rappresentare, ma un linguaggio attraverso il quale rendere visibili emozioni, tensioni e trasformazioni interiori.
La materia pittorica assume un ruolo centrale: si addensa, si lacera, si sovrappone, dando corpo a movimenti che appartengono tanto alla natura quanto all’esperienza umana. Il colore diventa atmosfera, il gesto diventa energia, la superficie si trasforma in un luogo di sedimentazione emotiva.
In questa ricerca emerge una dimensione autobiografica. Attese, inquietudini, desideri e passaggi dell’esistenza si traducono in paesaggi che non descrivono episodi precisi, ma ne conservano l’intensità emotiva.
Le opere non chiedono di riconoscere un luogo, ma di attraversarlo con lo sguardo, lasciando che ciascuno vi ritrovi qualcosa della propria esperienza.
In Terre e moti, il paesaggio diventa così una forma dell’interiorità: una terra immaginaria nella quale la materia custodisce il movimento della vita.






