Seleziona una pagina

PALCHI DI PALMA

PALCHI DI PALMA

Palm’s Antlers — Project Statement

«Un trofeo impossibile: un palco senza animale, dove non esiste alcuna preda.»

Palchi di palma nasce dall’incontro tra ironia, natura e kitsch.

Il progetto prende forma a partire da un elemento naturale trovato sulla spiaggia: il residuo secco della potatura di una palma. La sua struttura, ramificata e simmetrica, richiama immediatamente la forma di un palco animale. Da questa somiglianza nasce un processo di trasformazione nel quale l’oggetto naturale viene sottratto al proprio contesto, osservato, selezionato e portato all’interno dell’opera.

Come in un ready-made, l’intervento dell’artista non consiste nel riprodurre la natura, ma nel riconoscere una forma già esistente e attribuirle una nuova identità.

Il frammento vegetale diventa così un trofeo impossibile: un palco senza animale, un oggetto di conquista nel quale non esiste alcuna preda. L’ambiguità tra naturale e artificiale viene accentuata dall’allestimento, dai supporti, dal colore e da un’estetica volutamente vicina a quella dell’oggetto decorativo.

Ciò che normalmente viene scartato — un residuo vegetale destinato a scomparire — viene raccolto, isolato ed esposto. Il gesto del trofeo viene così ridefinito: non si celebra più un atto di sopraffazione o di dominio sulla natura, ma un atto di riconoscimento e cura. È l’attenzione dell’artista che riscatta il frammento vegetale dall’abbandono, elevando la forma naturale spontanea a oggetto di contemplazione e valore.

Dietro l’apparente leggerezza dell’operazione emerge progressivamente una riflessione sul rapporto tra forza, possesso e dominio.

Questo passaggio raggiunge il suo apice drammatico e critico in Lotta tra pari, dove due grandi strutture di palma scure si animano e si fronteggiano come creature viventi — cervi che incrociano i palchi o gladiatori al centro di un’arena. L’opera trasfigura la forma naturale in una riflessione etica contro la violenza predatrice e le guerre contemporanee: lo scontro e la tensione appartengono alla natura dell’uomo e dell’animale, ma possono dirsi giusti e tollerabili soltanto quando avvengono ad armi pari.

In Palchi di palma l’oggetto trovato conserva la propria identità naturale ma, attraverso lo spostamento di contesto, acquisisce significati differenti: trofeo, ornamento, animale, simbolo di forza e dispositivo critico.

Ciò che nasce come incontro casuale sulla spiaggia diventa un modo per osservare, con ironia e progressiva inquietudine, il nostro bisogno di possedere, classificare ed esercitare potere su ciò che ci circonda.

Palco di palma, 2026
Tecnica mista ed elemento vegetale su supporto, 50 × 70 cm

Palco di palma, 2026
Tecnica mista ed elemento vegetale su supporto, 50 × 70 cm

In-Situ View

Simulation of artwork placement in private residence.

(Simulazione d’inserimento dell’opera in ambiente residenziale)

Palco di palma, 2026
Tecnica mista ed elemento vegetale su supporto, 50 × 70 cm

Palco di palma, 2026
Tecnica mista ed elemento vegetale su supporto, 50 × 70 cm

LOTTA TRA PARI (2026)

Elementi di palma essiccati, materia densa, pigmenti neri e acrilico su tela, 100 x 80 cm

Stato: Disponibile in Studio / Collezione Laura Torlone

Note Curatoriali:

Opera chiave e punto di svolta drammatico della serie Palchi di Palma.

Due strutture vegetali scure si animano e si fronteggiano come creature in arena o cervi che incrociano i palchi, evocando uno spettacolo ancestrale.

L’opera trasfigura la forma naturale in una riflessione etica contro la violenza predatrice e le guerre contemporanee: lo scontro e la tensione appartengono alla natura, ma possono dirsi giusti e tollerabili soltanto quando avvengono ad armi pari.

Laura Torlone, Lotta tra pari, 2026,

Tecnica mista ed elementi vegetali su tela, 100 × 80 cm

Laura Torlone, Palchi di Palma, 2026,

Tecnica mista ed elemento vegetale su supporto, 50 × 70 cm