AREE DI SOSPENSIONE
“Un’interruzione intenzionale del troppo pieno: luoghi visivi nei quali rallentare e recuperare la dimensione contemplativa.”
AREE DI SOSPENSIONE
Areas of Suspension — Project Statement
Aree di sospensione è il progetto che caratterizza la ricerca attuale di Laura Torlone. Nasce da una condizione di eccessiva pienezza.
La ricerca prende origine dall’esperienza personale dell’artista, da una quotidianità attraversata dalla pratica artistica, dall’insegnamento e dalla maternità: una vita densa di responsabilità, relazioni e sollecitazioni continue. A questa dimensione privata si sovrappone una condizione ormai collettiva: l’iperstimolazione visiva e mediatica, la connessione permanente, il flusso incessante di immagini e informazioni, l’abitudine a occupare ogni intervallo e ogni attesa.
Torlone sceglie però di non restituire sulla tela la stessa saturazione che sperimenta nel reale. Compie il movimento opposto.
La materia, elemento ricorrente nella sua ricerca, si concentra, si stratifica e costruisce margini; il colore si riduce e il bianco acquista spazio. All’interno di queste superfici dense si aprono lagune, specchi d’acqua, spazi di sospensione nei quali lo sguardo può sostare. La mente riposa.
In alcune opere un elemento minimo — una perla, un punto isolato nella superficie — introduce una presenza. È un “You are here”: un segno nel quale lo spettatore può immedesimarsi e immaginarsi dentro lo spazio dell’opera, al centro di uno specchio d’acqua, lontano da tutto. La sospensione non è più soltanto osservata, ma vissuta come condizione di isolamento, distanza e temporanea sottrazione dal mondo.
Non tutte le superfici, tuttavia, raggiungono immediatamente questa condizione di quiete. In alcune opere l’acqua si altera, si opacizza, si contamina; il colore si intensifica e la materia bianca si fa più aspra, graffiante. Sono territori di crisi, nei quali l’equilibrio viene temporaneamente interrotto e le forme perdono la loro armonia. Anche in questi lavori, però, permane un segno di trasformazione: all’interno della stessa opera o nel dialogo con quella che le è accanto, la tensione lascia emergere la possibilità di un superamento. La sospensione non è quindi una condizione originaria, ma uno spazio da raggiungere.
Il vuoto non coincide con l’assenza. È uno spazio conquistato.
Le Aree di sospensione sono interruzioni intenzionali del troppo pieno: luoghi visivi nei quali rallentare, sottrarsi temporaneamente alla continua richiesta di attenzione e recuperare una dimensione contemplativa.
L’esigenza inizialmente autobiografica diventa così una proposta rivolta allo spettatore. L’artista ricerca per sé quello spazio silente e, contemporaneamente, lo offre: un luogo nel quale, per un momento, non viene richiesto nulla.
L’opera non rappresenta il caos che l’ha generata. Costruisce il suo contrario.
La materia conduce all’acqua.
L’acqua apre un altrove.
È lì che possiamo immaginarci.
Dettaglio di You are here. Altrove I
Serie Aree di sospensione, 2026
Tecnica mista e resina, 57 × 75 cm
Al centro, nell’acqua, un elemento in cui immedesimarci.
You are here. Dentro.
Serie Aree di sospensione, 2026
Dittico, tecnica mista e resina su legno, 56 x 76 cm
Dentro / Altrove, 2026
Serie Aree di sospensione
Dittico reversibile, tecnica mista e resina su tela, 110 x 150 cm, singola 55 x 75 cmLe forme richiamano cavità uterine: spazi raccolti e primordiali nei quali una presenza minima sembra essere custodita dalla materia. Un “dentro” inteso come condizione di protezione, isolamento e origine, precedente al rumore del mondo.
Ruotate, le stesse forme assumono il profilo elementare del cuore, quasi quello tracciato intuitivamente da un bambino. L’opera non impone un unico orientamento: le due tele possono vivere insieme o autonomamente, lasciando a chi le accoglie la libertà di stabilirne relazione, distanza e disposizione.
Nella configurazione Dentro
Altrove — configurazione alternativa
Profondità II
Serie Aree di sospensione, 2024
Tecnica mista e resina su tela, 100 x 70 cm
Profondità I e II
Nate insieme, le due opere condividono una stessa ricerca sulla materia, sull’acqua e sulla profondità dello spazio interiore.
Pur mantenendo ciascuna la propria autonomia, sono pensate per dialogare tra loro: possono essere collocate nello stesso ambiente, anche su pareti differenti, oppure vivere singolarmente.
Ciò che affiora, 2025
Serie Aree di sospensione
Tecnica mista e resina su tela, 120 × 70 cm
La materia grigia comprime uno spazio ancora attraversato dal colore. È la creatività che sopravvive sotto la superficie di una quotidianità dominata da impegni, ruoli e operatività. Non scompare: resta latente, imprigionata, e solo a tratti riesce ad affiorare.
Ciò che affiora, dettagli
Great Peace, 2026
Serie Aree di sospensione
Dittico, tecnica mista e resina su tela e legno, 120 x 70 cm
Dettagli Great Peace, 2026
Serie Aree di sospensione
Dittico, tecnica mista e resina su tela e legno, 120 x 70 cm
Varco, 2025
Serie Aree di sospensione
Tecnica mista e resina su tela, [dimensioni]
La superficie si apre in fenditure verticali attraverso le quali emerge uno spazio altro. La materia non scompare, ma cede, lasciando affiorare frammenti di un altrove possibile. Il varco diventa così una soglia: il punto in cui la pressione del reale si interrompe e lascia intravedere una possibilità di sospensione.
Quando torna il sereno, 2026
Serie Aree di sospensione
Dittico, tecnica mista e resina su tela, 110 x 150 cm
Il dittico attraversa l’intensità emotiva della maternità: un legame capace di generare le gioie più grandi e, insieme, paure, rabbia, ansie e dolori profondi. La forma fetale, simbolica, concentra la vulnerabilità di questo legame; nella tela accanto, una figura ascendente segna il ritorno alla quiete, quando la tensione si scioglie e torna possibile respirare.
Quando torna il sereno, 2026
Serie Aree di sospensione
Dittico, tecnica mista e resina su tela, 110 x 150 cm
Il lago della Montagna Spaccata, 2020
Dittico, tecnica mista e resina su tela 100 x 100 cm
Nell’opera emergono gli elementi che, a distanza di tempo, confluiranno nella ricerca di Aree di sospensione.
















